Charming Prague

 Mercato immobiliare a Praga: Il mattone in Europa sta viaggiano verso quello che possiamo definire in qualche modo un futuro più sereno del recente passato infatti, con il residenziale in testa, è tornato a quella sua vivacità della grande città europea ad esclusione, purtroppo dell’Italia comunque con una grande differenza fra i i vari quartieri della. A vedere recuperi dei prezzi sono infatti le aree centrali con immobili di alta qualità, mentre in periferia e dove la qualità è bassa i valori rimangono bassi .

In questo contesto la ricerca all’investimento interessante, dopo che Londra, Parigi e Berlino hanno visto salire i prezzi in maniera considerevole, prende in considerazione anche capitali “secondarie”.
Tra le città che stanno vivendo una ripresa immobiliare in accelerazione troviamo Dublino ed Helsimki, anche se mancano in questo caso compratori dal resto dell’Europa. I prezzi viaggiano dalle 100.000 czk € al metro quadrato a 250.000 czk. Il più economico tra i quartieri che possono interessare un compratore straniero è quello di Ruoholati, nella parte sud occidentale della città e non lontano dal centro.

È lontano ormai il boom degli acquisti degli italiani a Praga, che resta comunque una città interessante. La riqualificazione continua ad un ritmo serrato e quelli che erano fino ad un paio d’anni fa i quartieri più popolari ora sono diventati estremamente lussuosi. Maggior parte degli acquisti vengono fatti dai Russi, tedeschi ed inglesi. Qui vale la pena fare acquisti nel mattone per metterlo a reddito con affitti settimanali. I quartieri interessanti per gli italiani sono intorno al centro. La zona di Smichov, nel distretto di Praga 5, si trova sulla riva est della. La parte più vecchia della città (con i quartieri Castello, Malá Strana e Staré Mesto) fa parte del distretto 1. Il quartiere di Zizkov, ampiamente rivalutato soprattutto nella parte vicina alla più ricca Vihnorady.

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Repubblica Ceca Commerciale

Repubblica Ceca Commerciale: La Repubblica Ceca è un Paese con una tradizione industriale consolidata (soprattutto nel settore della meccanica) e ciò ha permesso di fronteggiare al meglio la transizione verso l’economia di mercato.

Attualmente è un paese associato all’Unione Europea, grazie ad un accordo sottoscritto nel dicembre del 1991. Il Paese è inoltre membro del Central European Free Trade Association (CEFTA) che prevede un sistema di trattamento preferenziale delle merci.

La collocazione geografica strategica e il miglioramento del sistema infrastrutturale hanno reso il Paese attraente agli occhi degli investitori stranieri. Ed in effetti, il processo di privatizzazione in corso ormai da dieci anni ha portato ad una privatizzazione dell’80% delle aziende statali.

All’inizio della transizione verso l’economia di mercato, la produzione industriale è calata notevolmente, in particolar modo nel settore chimico, conciario e tessile.

Si è avuta, invece, una tendenza contraria nei settori dei mezzi di trasporto, degli apparecchi utensili, della carta, dell’ottica, della farmaceutica e dei sistemi di software insieme ai servizi correlati a tali sistemi.

Il sistema infrastrutturale è decisamente ad un buon livello se paragonato a quello degli altri Paesi candidati. La rete stradale è buona, ma non si può dire altrettanto per quella ferroviaria, in quanto la maggioranza della rete funziona ancora ad un binario. Le ferrovie sono comunque il mezzo principale di trasporto.

La leggera flessione del PIL di questi anni trae origine da una eccessiva privatizzazione di massa durante i primi anni del  rinnovamento e anche dalla errata politica dei voucher finiti nei fondi  di investimento, con la conseguente scalata da parte di gruppi industriali non all’altezza dei loro compiti.

Nel commercio estero, il saldo della bilancia commerciale con l’Italia è a favore del nostro Paese, anche se vi è una tendenza alla riduzione a causa dell’aumento delle esportazioni ceche verso l’Italia.

L’Italia è il quinto Paese fornitore dopo la Germania, la Slovacchia, l’Austria e la Federazione Russa. Le importazioni della Repubblica Ceca riguardano soprattutto le macchine e gli apparecchi meccanici, i prodotti chimici e le fibre sintetiche artificiali, gli apparecchi elettrici di precisione ed i metalli e i loro prodotti. Le esportazioni si concentrano soprattutto sugli autoveicoli, prodotti chimici e macchine ed apparecchi meccanici. La Repubblica Ceca è membro della Nato.

Sulla base di analisi effettuate da molteplici istituti di ricerca, si evidenziano quattro settori in particolare che presentano delle opportunità per il nostro Paese.

Si tratta del settore degli autoveicoli,  degli apparecchi elettrici di precisione, degli articoli di gomma e in materie plastiche e di quello della carta e dei prodotti di carta, stampa ed editoria. Ma procediamo con ordine nell’analisi dei singoli comparti.

Da quattro anni a questa parte le importazioni complessive di veicoli hanno mostrato un andamento piuttosto vivace, dato che si è andati sopra al valore medio di tutte le importazioni.

L’Italia mostra di non sapere sfruttare in maniera efficace tutte le possibilità offerte da questo settore, posizionandosi dopo Germania, Francia e Slovacchia.

Le opportunità maggiori, comunque, arrivano dalle parti accessorie per i veicoli e dai motori che presentano un trend superiore del 29.6% dal valore medio ed un peso in termini assoluti del 42,41% dell’insieme dei settori presi in considerazione.

Ma non si tratta dell’unico settore interessante, in quanto anche i rimorchi, semirimorchi e carrozzerie esercitano una buona attrattiva come settore interessante. Il valore complessivo delle importazioni ceche si attesta circa sui 110 milioni di dollari. Anche in questo  comparto la Germania è prima, mentre l’Italia occupa la quinta  posizione , anche se è in recupero.

Gli apparecchi elettrici sono un altro settore che offre delle ottime opportunità che non vengono sfruttate appieno dall’Italia. Tra i prodotti più richiesti si trovano gli apparecchi di illuminazione e lampade elettriche, ma anche accumulatori, pile, batterie generatori e trasformatori elettrici. Anche in questo settore è la Germania il Paese che domina, ma non mancano le occasioni per il nostro Paese che comunque si colloca tra i primi posti negli scambi con la Repubblica  Ceca.

Il settore degli articoli in gomma e delle materie plastiche presenta un trend vivace, dando al nostro Paese la posizione del  quarto posto e con un saldo degli scambi davvero positivo (oltre 50.000 EURO). L’Italia si sta quindi affermando in questo comparto,  dimostrando di saper sfruttare le opportunità che il mercato offre. La carta e i suoi prodotti hanno una dinamica sostenuta nel trend delle importazioni ceche nel settore della carta e della editoria.

Cechia e Praga

Investire in Repubblica Ceca e a Praga ormai è diventato il modo più sicuro di investire gli investimenti o di iniziare una nuova vita all’estero. Carico fiscale basso, Sanità, e trasporti che funzionano e la varia offerta di lavoro sono ottimi motivi per ricominciare all’estero.