LEGGE

del 17 gennaio 2008

che modifica la legge n. 634/1992 Coll., sulla tutela dei consumatori, come modificata, legge n. 40/1995 Coll., sulla regolamentazione della pubblicità e sugli emendamenti alla legge n. 468/1991 Coll. di radiodiffusione televisiva, come modificato, e legge n. 513/1991 Coll., codice commerciale, come modificato

Il Parlamento ha approvato questo atto della Repubblica ceca:


PARTE PRIMA

Modifica della legge sulla tutela dei consumatori

Art. io

Legge n. 634/1992 Coll., Sulla tutela dei consumatori, modificata dalla legge n. 217/1993 Coll., Legge n. 40/1995 Coll., Legge n. 104/1995 Coll., Legge n. 110/1997 Coll. , Legge n. 356/1999 Coll., Legge n. 64/2000 Coll., Legge n. 145/2000 Coll., Legge n. 258/2000 Coll., Legge n. 102/2001 Coll., Legge n. 452 Coll. , Legge 477/2001 Coll., Legge n. 151/2002 Coll., Legge n. 320/2002 Coll., Legge n. 227/2003 Coll., Legge n. 277/2003 Coll. della legge n. 439/2003 Coll., legge n. 119/2004 Coll., legge n. 86/2004 Coll., legge n. 217/2004 Coll., legge n. 444/2005 Coll. e legge n. 229/2006 Coll., è modificata come segue:

1. Nella sezione 1 (1), le parole “incorpora i regolamenti pertinenti delle Comunità europee 1) e” sono inserite dopo le parole “questa legge “.

La nota 1 recita:

La nota in calce 1 esistente è indicata come nota 1a, incluso il riferimento alla nota a piè di pagina.

1 ) Direttiva 2005/29 / CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle pratiche commerciali sleali tra imprese e consumatori nel mercato interno e che modifica la direttiva 84/50 / CEE del Consiglio, direttive del Parlamento europeo e del Consiglio 97/7 / CE, 98/27 / CE e 2002 / 65 / CE e regolamento (CE) n. 2006/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio (direttiva sulle pratiche commerciali sleali). 
Direttiva 69/493 / CEE del Consiglio per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai cristalli di cristallo. 
Direttiva 94/11 / CE del Parlamento europeo e del Consiglio concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri concernenti l’etichettatura dei materiali utilizzati nelle parti principali delle calzature vendute ai consumatori.
Direttiva 87/357 / CEE del Consiglio per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai prodotti la cui natura reale non è identificabile e che pertanto mettono in pericolo la salute o la sicurezza dei consumatori. 
Direttiva 96/74 / CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle denominazioni tessili. “.

2. Nella Sezione 1 (3) le parole “offerta e” devono essere inserite dopo le parole “si applicano” e le parole “offrire e” devono essere inserite dopo le parole “ae”.

3. La sezione 2 (1) (f) recita come segue:

 f) per prodotto si intende una cosa o un altro valore destinato ad essere offerto al consumatore, che può essere oggetto di un rapporto giuridico”.

4. Nella sezione 2 (1), alla fine della lettera (r), il punto è sostituito da una virgola e viene aggiunto il seguente punto (i):

“( s) cura professionale del livello di abilità e cura specifiche che possono essere ragionevolmente previste dal professionista in relazione al consumatore e che è commisurata alle pratiche commerciali leali o ai principi generali di buona fede nella sua attività”.

5. La sezione 4, compresa l’intestazione, recita:

Ҥ 4

Pratiche commerciali sleali

(1) Una pratica commerciale è sleale se la condotta del commerciante verso il consumatore è incoerente con i requisiti di assistenza professionale ed è in grado di influenzare materialmente la sua decisione in modo che possa prendere una decisione commerciale che altrimenti non avrebbe preso.

(2) Quando una pratica commerciale è rivolta a consumatori particolarmente vulnerabili a causa di debolezza mentale o fisica o dell’età, la loro abusività deve essere valutata alla luce del membro medio di quel gruppo; ciò non pregiudica la consueta esagerazione.

(3) È vietato l’ uso di pratiche commerciali sleali nell’offrire o vendere prodotti, offrire o fornire servizi o diritti. In particolare, pratiche commerciali ingannevoli e aggressive sono ingiuste “.

6. La sezione 5, comprese le note e le note a piè di pagina 4b e 6b, recita come segue:

Ҥ 5

Pratiche commerciali fuorvianti

(1) Una pratica commerciale è fuorviante

a) se utilizza informazioni false,

(b) se le informazioni pertinenti sono vere, ma possono indurre in errore il consumatore alla luce delle circostanze e del contesto in cui è stato utilizzato;

(c) se un imprenditore non riesce a fornire un’indicazione importante che, alla luce di tutte le circostanze, può essere ragionevolmente richiesto al commerciante; l’omissione deve essere considerata come l’indicazione di un dato importante in modo incomprensibile o ambiguo, oppure

(d) quando la presentazione del prodotto o del servizio, compresa la pubblicità comparativa, o l’immissione sul mercato dei prodotti o servizi sono confusi con altri prodotti o servizi o elementi distintivi di un’altra impresa,

(e) se l’impegno contenuto nel Codice di condotta non è rispettato, e il commerciante si è impegnato in un obbligo chiaro e verificabile e il commerciante indica che è vincolato dal Codice.

(2) L’ offerta o la vendita di prodotti o servizi che violano determinati diritti di proprietà intellettuale, nonché la conservazione di tali prodotti allo scopo di offrirli o venderli, nonché l’uso non autorizzato di un marchio protetto ai sensi di una regolamentazione legale speciale 4b) nella prassi commerciale devono essere considerati una pratica commerciale ingannevole .

(3) Una pratica commerciale ingannevole è sempre una pratica elencata nell’allegato 1 della presente legge.

(4) Come dati importanti ai sensi del paragrafo 1, lettera a). b) ec) si intendono i dati forniti ai sensi dell’articolo 10 (1) e (2), sezione 12, 13, nonché i dati di identificazione sul venditore e le informazioni necessarie per la conclusione di un contratto o l’esercizio dei diritti ai sensi del regolamento speciale 6b) .

4b ) Legge n. 441/2003 Coll., Sui marchi e sugli emendamenti alla legge n. 6/2002 Coll. dei successivi regolamenti (Legge sui marchi), come modificato.

6b ) Ad esempio, legge n. 40/1964 coll., Codice civile, come modificata, legge n. 159/1999 coll., Su alcune condizioni commerciali nel settore del turismo, come modificata, legge n. 526/1990 coll. , sui prezzi, come modificato, Legge n. 79/1997 Coll., su prodotti farmaceutici e su emendamenti e supplementi a determinati atti connessi, come modificato, legge n. 40/1995 Coll., sulla regolamentazione della pubblicità e sulle modifiche e gli emendamenti della legge n. 468/1991 Coll., sulla radiodiffusione televisiva e radiofonica, come modificata, come modificata, legge n. 321/2001 Coll., su alcune condizioni di negoziazione del credito al consumo e sull’emendamento alla legge n. 64/1986 Coll. ., Legge n. 37/2004 Coll., Sul contratto di assicurazione e sulle modifiche agli atti correlati (legge sul contratto di assicurazione), come modificata. “.

7. La sezione 5a, compresa l’intestazione, recita come segue: \ t

Ҥ 5a

Pratiche commerciali aggressive

(1) Una pratica commerciale è aggressiva se, prendendo in considerazione tutte le circostanze dalle sue molestie, coercizione, compreso l’uso della forza o l’influenza impropria, aggrava significativamente la libertà di scelta del consumatore. Nel valutare se una pratica commerciale sia aggressiva, è necessario prendere in considerazione in particolare:

(a) i tempi, il luogo e la durata della pratica commerciale;

b) il modo di agire, le sue minacce e insulti,

c) Uso consapevole della situazione sfavorevole del consumatore

(d) ostacoli sproporzionati all’esercizio dei diritti dei consumatori; \ tor. \ t

(e) minaccia di violazione.

(2) Una pratica commerciale aggressiva è sempre una pratica elencata nell’allegato 2 della presente legge. “.

8. La sezione 6, compresa l’intestazione, recita:

Ҥ 6

Divieto di discriminazione dei consumatori

Il venditore non deve discriminare la vendita di prodotti o la fornitura di servizi al consumatore. “.

9. La sezione 7a, compresa l’intestazione, recita come segue:

Ҥ 7a

Divieto di fabbricazione, importazione, esportazione, offerta, vendita e donazione di prodotti pericolosi per l’intercambiabilità con il cibo

È vietato produrre, importare, esportare, offrire, vendere o donare prodotti pericolosi per la sua intercambiabilità con il cibo. “.

10. La sezione 7b, compresa la voce e la nota 7, recita come segue:

Ҥ 7b

Divieto di offrire, vendere ed esportare prodotti per scopi umanitari

È vietato offrire prodotti destinati a scopi umanitari ed etichettati come “umanità” ai sensi di un regolamento speciale 7 ai fini della vendita, della vendita e dell’esportazione al di fuori della Repubblica ceca .

7 ) Sezione 7b della legge n. 64/1986 Coll., Sull’ispezione commerciale ceca. “.

11. La sezione 8, compresi il titolo e la nota 9, è cancellata.

12. All’articolo 10, paragrafo 1, la lettera c), compresa la nota 9a, è soppressa.

La lettera (d) esistente deve essere rinumerata (c).

13. L’ articolo 11, paragrafo 1, leggi:

 (1) Il Venditore garantisce che le informazioni di cui ai punti 9, 10, 13 e 19, se fornite per iscritto, sono fornite in lingua ceca.”.

14. Nella sezione 16 (1), i termini “sede legale (nel caso di una persona giuridica) o sede di attività (nel caso di una persona fisica)” sono cancellati.

15. Nella sezione 16 (2), la parola “anche” è inserita dopo la parola “contenere”.

16. La sezione 18b, inclusa la nota 12c, recita come segue: \ t

Ҥ 18b

L’uso non autorizzato di Ecolabel 12c) è vietato.

(12 quater ) Regolamento (CE) n. 1980/2000 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo a un sistema comunitario di assegnazione di un marchio di qualità ecologica riveduto. “.

17. La sezione 23, comprese le note e le note a piè di pagina da 16 a 28, recita come segue: \ t

Ҥ 23

Supervisione della protezione dei consumatori

(1) L’ autorità ceca di controllo commerciale 16) vigila sul rispetto degli obblighi previsti dalla presente legge , ad eccezione della vigilanza di cui ai paragrafi 2, 3, 4 e 8-11.

(2) Vigilanza sul rispetto degli obblighi di cui alla sezione 3 (a). b), § 4 a 5a, § 9, 14a e 17 nel settore dei prodotti agricoli, alimentari e del tabacco sono effettuati dall’Autorità ceca sull’agricoltura e l’alimentazione 17) .

(3) Vigilanza sul rispetto degli obblighi di cui alla sezione 3 (a). b), § 4 a 5a, § 9, § 10, paragrafi 1 e 3, § 14a e 17, per quanto riguarda la vendita di prodotti e la fornitura di servizi, che sono regolati dalla legge sulla protezione della salute pubblica, sono effettuati da stazioni igieniche regionali 18) .

(4) Vigilanza sul rispetto degli obblighi di cui alla sezione 3 (a). b), § 4 a 5a, § 9, 14a e 17 nel campo delle cure veterinarie sono effettuati dall’amministrazione veterinaria statale, dall’amministrazione veterinaria regionale e dall’amministrazione veterinaria municipale di Praga 19) .

(5) La vigilanza sull’osservanza degli obblighi di cui alle sezioni da 9 a 13, sezione 14, paragrafo 2, sezioni da 14 bis a 16 e sezione 18 nel settore degli scambi e servizi 21) deve essere effettuata anche dagli uffici comunali di licenze commerciali, competenti in base alla sede dello stabilimento. Se non è possibile determinare la giurisdizione locale in base alla sede dello stabilimento, gli uffici delle licenze commerciali comunali svolgono l’attività in base al luogo dell’attività.

(6) Le autorità doganali vigilano inoltre sul rispetto degli obblighi di cui all’articolo 5, paragrafo 2, all’articolo 7 ter e all’articolo 14 bis. Nel caso di reperimento di beni o beni che soddisfano i segni di violazione della Sezione 5 (2), l’ufficio doganale è autorizzato a fornire tali prodotti o beni e successivamente decide di incamerarli o prevenirli.

(7) Ispettore dell’ispezione commerciale ceca o dell’Autorità di controllo alimentare e agraria ceca, che ha effettuato la sorveglianza del mercato ai sensi della presente legge e ha trovato prodotti o merci conformi alle disposizioni della sezione 5, paragrafo 2 e se è stato dimostrato che si trattava di prodotti o merci sotto controllo doganale 22) è autorizzato a fornire tali prodotti o beni. I risultati e i prodotti o le merci sequestrati sono rinviati all’ufficio doganale competente 23), 24) per lo sdoganamento e ulteriori procedimenti.

(8) Vigilanza sul rispetto degli obblighi di cui alle sezioni da 4 a 5 bis, sezione 9, sezione 10, paragrafo 1, lettera a). (a) e § 10 (5) a (7), § 11, 12 e 14a nel settore delle armi da fuoco, delle munizioni e dei prodotti pirotecnici sono eseguiti dall’Autorità di controllo delle armi e delle munizioni ceco 25) .

(9) La Banca nazionale ceca sorveglia il rispetto degli obblighi di cui alle sezioni da 4 a 5 bis, 6 e 12 se si tratta di una persona su cui esercita la vigilanza ai sensi dell’articolo 44, paragrafo 1, della legge n. 6/1993 Coll. Alla Banca nazionale ceca, come modificata, ad eccezione delle persone che emettono moneta elettronica sulla base di una licenza ai sensi di una normativa speciale 26) .

(10) L’Istituto statale per il controllo antidroga 27) vigila sull’osservanza degli obblighi di cui alle sezioni da 4 a 5 bis nel settore farmaceutico .

(11) Nell’esercizio della vigilanza nel campo della regolamentazione della pubblicità, che è una pratica commerciale sleale ai sensi della presente legge, la legge sulla pubblicità regolamento 28) deve essere seguito .

16 ) Legge del Consiglio nazionale ceco n. 64/1986 Coll., Sull’ispezione commerciale ceca, come modificata.

17 ) Legge n. 146/2002 Coll., Sull’Autorità ceca per l’agricoltura e l’alimentazione e sulle modifiche ad alcuni atti correlati, come modificata.

18 ) Legge n. 258/2000 Coll., Sulla protezione della salute pubblica e sugli emendamenti ad alcuni atti correlati, come modificato.

19 ) Legge n. 166/1999 Coll., In materia di assistenza veterinaria e emendamenti a determinati atti correlati (legge veterinaria), e successive modifiche.

21 ) Articoli 33 e 43 della legge n. 455/1991 Coll., Sulla licenza commerciale (legge sulle licenze commerciali).

22 ) art. Articolo 4, paragrafo 13, del regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio, del 12 ottobre 1992, che istituisce il codice doganale comunitario, come modificato.

23 ) Legge n. 191/1999 Racc., Sulle misure concernenti l’importazione, l’esportazione e la riesportazione di merci che violano taluni diritti di proprietà intellettuale e che modifica talune altre leggi e successive modifiche. Legge n. 185/2004 Coll., Sull’amministrazione doganale della Repubblica ceca, modificata dalla legge n. 635/2004 Coll. e legge n. 669/2004 Coll.

24 ) Sezione 5 della legge n. 185/2004 Coll.

25 ) Legge n. 156/2000 Coll., Sulla verifica di armi da fuoco, munizioni e oggetti pirotecnici e sull’emendamento alla legge n. 288/1995 Coll., Sulle armi da fuoco e munizioni (legge sulle armi da fuoco), modificata dalla legge n. 13 / 1998 Coll., E legge n. 368/1992 Coll., Sulle spese amministrative, come modificata, e successive modifiche.

26 ) Legge n. 124/2002 Coll., Sui trasferimenti di fondi, strumenti di pagamento elettronico e sistemi di pagamento (la legge sui sistemi di pagamento), come modificata.

27 ) Legge n. 79/1997 Coll., Su prodotti farmaceutici e emendamenti e supplementi a determinati atti connessi, come modificato.

28 ) Legge n. 40/1995 Coll., Sulla regolamentazione della pubblicità e sugli emendamenti alla legge n. 468/1991 Coll., Sull’operazione di radiodiffusione televisiva e radiofonica, come modificata, come modificata. “.

18. I paragrafi 23 ter e 23 quater sono soppressi.

19. Dopo la sezione 23a, è inserita la voce, che recita: “Reati amministrativi”.

20. La sezione 24 riporta: \ t

Ҥ 24

(1) Il fabbricante, l’importatore, l’esportatore, il fornitore o il venditore commettono un illecito amministrativo:

a) viola il divieto di utilizzare pratiche commerciali sleali;

(b) fabbrica, importa, esporta, offre, vende o dona prodotti pericolosi per la sua intercambiabilità con il cibo;

(c) usare il marchio di qualità ecologica illegalmente.

(2) Il produttore o imprenditore in quanto responsabile della prima immissione delle calzature sul mercato della Comunità europea commette un illecito amministrativo omettendo di contrassegnare i materiali utilizzati nelle parti principali delle calzature o di non fornire i dati al fornitore o al venditore.

(3) Un produttore, importatore o venditore commette un illecito amministrativo utilizzando, in violazione della Sezione 18a, i nomi di ciascun tipo di cristallo e dei simboli ad essi assegnati o non aggiungendo una società o un’etichetta o marca o nome commerciale o nome contenente la designazione “cristallo”, ” cristallo “,” cristallo “o dati derivati.

(4) Un fornitore, venditore o esportatore commette un illecito amministrativo offrendo, vendendo o esportando prodotti destinati a scopi umanitari e etichettati come “umanità” ai sensi di un regolamento giuridico speciale 7) .

(5) Il produttore o l’importatore commette un illecito amministrativo omettendo di assicurare, senza indebito ritardo o entro il termine stabilito dall’autorità di vigilanza, le modalità di acquisizione di un prodotto pericoloso sulla base di una decisione dell’autorità di vigilanza di ritirare un prodotto dal mercato o sulla base di una notifica da parte del fornitore o del venditore del ritiro del prodotto. l’intercambiabilità con il cibo, o la restituzione o la restituzione di un prodotto ritirato dal mercato non devono informare l’autorità di controllo.

(6) Il Contraente commette un illecito amministrativo non restituendo immediatamente il prodotto pericoloso a causa della sua intercambiabilità con il prodotto alimentare, o restituendo o restituendo il prodotto ritirato dal mercato all’autorità di vigilanza, senza preavviso sulla base di una notifica da parte dell’Autorità di vigilanza.

(7) Il venditore commette un illecito amministrativo da:

(a) non rispetta l’obbligo di equa vendita di prodotti o la fornitura di servizi ai sensi del § 3;

(b) in caso di vendita di beni o di prestazioni di servizi, violare il divieto di discriminazione dei consumatori in conformità dell’articolo 6;

c) non rispetta l’obbligo di informazione di cui all’articolo 9 e all’articolo 10, paragrafo 2,

d) non garantisce che i prodotti da lui venduti siano contrassegnati conformemente all’articolo 10, paragrafi 1, 3 e 4,

(e) rimuovere o modificare la designazione del prodotto o altre indicazioni specificate dal fabbricante, dall’importatore o dal fornitore;

(f) non consiglia i consumatori della vendita di prodotti usati o modificati, di prodotti con un difetto o di prodotti la cui esecuzione è altrimenti limitata, pone le merci di fronte al consumatore o vende tali prodotti insieme ad altri prodotti o pone le merci che non sono in vendita

g) fornisce informazioni contrarie alla sezione 11,

h) le informazioni sul prezzo sono fornite contrariamente alla sezione 12,

i) non informa il consumatore ai sensi del § 13,

j) non contraddistingue uno stabilimento ai sensi dell’articolo 14, paragrafo 1,

k) non informa l’ufficio delle licenze commerciali in conformità con la Sezione 14 (2 ) quando l’attività è terminata nei locali,

l) omette di presentare al consumatore un prodotto ai sensi dell’articolo 15, paragrafo 1,

m) non completa il certificato di garanzia ai sensi dell’articolo 15, paragrafo 2,

n) non fornisce al consumatore una conferma scritta di ricezione dell’ordine ai sensi dell’articolo 15, paragrafo 3,

o) non rilascia al consumatore, dietro sua richiesta, un documento debitamente compilato sull’acquisto del prodotto o la fornitura del servizio con i dati indicati nella Sezione 16 (1)

p) non contrassegna la ricevuta di acquisto del prodotto in caso di vendita con successiva consegna della destinazione e data di consegna,

q) non indica questi fatti nella prova di acquisto quando vendono prodotti usati o modificati, prodotti con difetti o prodotti le cui proprietà di utilità sono altrimenti limitate;

r) non rispetta l’obbligo di vendere il prodotto in imballaggi igienicamente sicuri ai sensi dell’articolo 17,

s) non informa il consumatore dell’importo monetario per il riacquisto di pacchi depositati restituibili ai sensi dell’articolo 18, paragrafo 1 o, in violazione dell’articolo 18, paragrafo 2, non informa il consumatore di un cambiamento dell’importo monetario per riacquisto di pacchi depositabili restituibili o dell’acquisto di pacchi depositabili restituibili o dell’acquisto di depositi rimborsabili fermate di imballaggio

t) in violazione della Sezione 19 (1), non accetta un reclamo o rilascia una conferma scritta del reclamo al consumatore con i dati specificati,

u) non garantisce che il dipendente responsabile della gestione del reclamo sia presente presso l’impianto per l’intero orario di apertura;

v) non decide in merito a un reclamo o non riesce a regolarlo ai sensi dell’articolo 19, paragrafo 3,

w) non fornisce informazioni ai sensi dell’articolo 19, paragrafo 4, o

(x) non comunica senza indebito ritardo o entro il termine stabilito dall’autorità di vigilanza del fabbricante, dell’importatore o del fornitore che il prodotto è ritirato dal mercato a discrezione dell’autorità di vigilanza o non garantisce immediatamente la restituzione del prodotto pericoloso per la sua intercambiabilità con il prodotto alimentare o la restituzione o il ritiro del prodotto ritirato l’autorità di vigilanza del mercato.

(8) L’operatore di un mercato (mercato coperto) commette un illecito amministrativo non mantenendo o trasmettendo record di venditori contrari alla Sezione 14a.

(9) Viene inflitta un’ammenda per un illecito amministrativo

a) CZK 1.000.000, in caso di reato amministrativo ai sensi del paragrafo 7 (a). c), j) a q), s), u), x),

b) 3.000.000 di CZK in caso di illecito amministrativo di cui al paragrafo 1, lettera a). (c), paragrafi 2 e 3, paragrafo 7 (a). b), d), f), g), i), r), t), v),

c) 5.000.000 di CZK, nel caso di un reato amministrativo ai sensi del paragrafo 1 (a). (a) e (b), paragrafo 4, paragrafo 7 (a) (a), (e), (h) e (8), \ t

d) 50.000.000 di CZK in caso di reato amministrativo ai sensi dei paragrafi 5 e 6 e 7 (a). y).

(10) Una multa fino a 5.000 CZK può essere imposta da un ordine emesso sul posto per un illecito amministrativo.

21. Dopo il § 24, vengono inserite le nuove sezioni 24a e 24b, che recitano come segue:

Ҥ 24a

(1) Una persona fisica che vende prodotti vegetali e animali al consumatore a partire dalle sue attività di riproduzione su piccola scala o da colture forestali commette un reato

(a) non rispetta l’obbligo di equa vendita di prodotti o la fornitura di servizi ai sensi del § 3;

(b) in caso di vendita di beni o di prestazioni di servizi, violare il divieto di discriminazione dei consumatori in conformità dell’articolo 6;

c) fornisce informazioni sul prezzo contrario alla sezione 12,

d) omette di rilasciare al consumatore, su sua richiesta, un documento debitamente compilato sull’acquisto del prodotto o la fornitura del servizio con i dati di cui all’articolo 16, paragrafo 1, o

(e) utilizzare il marchio di qualità ecologica illegalmente.

(2) Una multa fino a CZK 100.000 può essere imposta per un reato ai sensi del paragrafo (1) . Una multa fino a CZK 5.000 può essere imposta nel procedimento a blocco.

§ 24b

(1) Una persona giuridica non è responsabile di un illecito amministrativo se dimostra di aver compiuto ogni sforzo che potrebbe essere necessario per impedire la violazione dell’obbligo legale.

(2) Nel determinare l’importo dell’ammenda, si tiene conto della gravità del reato amministrativo, in particolare del modo in cui è stato commesso e delle sue conseguenze e delle circostanze in cui è stato commesso.

(3) La responsabilità di una persona giuridica per un illecito amministrativo si estingue se l’autorità amministrativa non ha avviato il procedimento entro 2 anni dalla data in cui ne è venuto a conoscenza, ma comunque entro 5 anni dalla data in cui è stata commessa.

(4) Le disposizioni della presente legge sulla responsabilità e sul ricorso delle persone giuridiche si applicano alla responsabilità per atti occorsi durante l’attività di una persona fisica o in connessione diretta con essa.

(5) I reati amministrativi ai sensi della presente legge devono essere discussi da un organo amministrativo che, ai sensi dell’articolo 23, vigila sull’osservanza di un obbligo che è stato violato dal reato amministrativo. Se più di una autorità amministrativa è coinvolta in un illecito amministrativo, il reato amministrativo sarà trattato da colui che ha avviato la procedura amministrativa e se il procedimento amministrativo non è stato avviato, colui che ha scoperto per primo l’infrazione. L’autorità amministrativa informa immediatamente l’organo amministrativo della violazione del dovere, che esercita il controllo dell’osservanza dell’obbligo da un altro punto di vista o di sua competenza in un altro settore.

(6) Le ammende sono riscosse dall’autorità amministrativa che le ha imposte e sono eseguite dall’ufficio doganale. Il reddito da ammende è il gettito del bilancio da cui viene pagata l’attività dell’autorità che ha imposto l’ammenda. L’ammenda è pagabile entro 30 giorni dal giorno in cui entra in vigore la decisione sull’offesa amministrativa. “.

22. La sezione 28, compresi il titolo e la nota 23, è cancellata.

23. Sono aggiunti gli allegati 1 e 2, con le seguenti rubriche: \ t

“Allegato n. 1 della legge n. 634/1992 Coll.

Pratiche commerciali fuorvianti

Le pratiche commerciali sono sempre considerate fuorvianti se l’imprenditore

(a) dichiara di essersi impegnato a rispettare determinate regole di condotta (Codice di condotta) o che tali regole di condotta sono state approvate da un’entità, sebbene non sia così;

(b) utilizza erroneamente un marchio di qualità o altra designazione simile

(c) dichiara che a lui, al suo prodotto o al servizio prestato sono stati concessi un’omologazione, un certificato o un’autorizzazione, sebbene ciò non sia il caso, o che tale dichiarazione non sia conforme alle condizioni di approvazione, conferma o autorizzazione;

(d) offrire di acquistare prodotti o servizi ad un prezzo prestabilito senza rivelare i motivi per cui non può, da solo o tramite un’altra impresa, essere in grado di fornire la fornitura di tali prodotti o servizi equivalenti ad un prezzo valido per quel periodo e in un importo ragionevole a causa della natura del prodotto o del servizio, dell’entità dell’annuncio e del prezzo offerto (pubblicità invitante)

(e) con l’intento di promuovere un altro prodotto o servizio, offrendo un prodotto o servizio ad un prezzo specificato, e rifiutando di mostrarlo al consumatore o rifiutando di accettare l’ordine o la consegna del prodotto o del servizio entro un tempo ragionevole o dimostrando il prodotto difettoso;

(f) dichiarare falsamente che un prodotto o un servizio sarà offerto solo per un periodo di tempo limitato o che sarà offerto solo per un periodo di tempo limitato a determinate condizioni al fine di incoraggiare i consumatori a prendere una decisione immediata senza dargli un tempo ragionevole per prendere una decisione informata;

g) si impegna a fornire un servizio di garanzia e post garanzia ai consumatori che, prima della conclusione del contratto, hanno agito in una lingua diversa dalla lingua ufficiale dello Stato membro in cui si sono svolti i negoziati, quindi forniscono il servizio solo in un’altra lingua senza dare al consumatore una comunicazione chiara prima della conclusione del contratto;

(h) mantenere o dare l’impressione che il prodotto venduto o il servizio fornito è permesso, anche se questo non è il caso;

(i) privilegiare il diritto del consumatore, che deriva direttamente dal consumatore;

(j) promuovere nei media prodotti o servizi in un modo che il consumatore potrebbe non realizzare è una pubblicità a pagamento di un prodotto o servizio;

(k) travisare la natura e l’entità del rischio per la sicurezza personale del consumatore o della sua famiglia, a meno che il prodotto non sia acquistato o utilizzato dal consumatore;

(l) promuovere il prodotto in un modo che possa dare al consumatore l’impressione di essere stato fabbricato da un particolare produttore, sebbene non sia questo il caso;

(m) sviluppare, gestire o promuovere un programma in cui la remunerazione del consumatore dipenda principalmente dall’acquisizione di ulteriori consumatori nel programma, non dalla vendita o dal consumo del prodotto (schema piramidale);

(n) facendo una falsa dichiarazione che intende cessare le sue attività o che trasferisce uno stabilimento;

(o) dichiara che i prodotti o servizi offerti o venduti faciliteranno le vincite in giochi d’azzardo;

p) dichiara falsamente che il prodotto o il servizio reso può curare malattie, malattie o disabilità,

q) fornisce informazioni errate sulle condizioni di mercato o sulla possibilità di ottenere un prodotto o un servizio al fine di incoraggiare i consumatori ad acquistare il prodotto o il servizio a condizioni meno favorevoli rispetto alle normali condizioni di mercato;

(r) offrire prodotti o servizi mediante un concorso a premi, senza premi in palio, o senza che i premi siano abbinati all’offerta originale o al compenso equivalente;

(s) dichiarare, per un prodotto o servizio, le parole “gratis”, “gratuito”, “gratuito” o una parola di analoga importanza se il consumatore deve sostenere qualsiasi costo per il prodotto o il servizio, ad eccezione dei costi relativi alla risposta all’offerta, alla presa in consegna del prodotto o servizio o consegna,

(t) allegare al materiale promozionale una richiesta di pagamento al fine di dare al consumatore l’impressione di aver già ordinato il prodotto o il servizio offerto, anche se questo non è il caso;

(u) dà l’impressione o la falsa dichiarazione che non agisce nel corso della sua attività o si presenta come un consumatore, o

(v) dà l’impressione o la falsa dichiarazione che il servizio di garanzia e post-garanzia per il prodotto è fornito in uno Stato membro diverso da quello in cui il prodotto è venduto.

Allegato n. 2 della legge n. 634/1992 Coll.

Pratiche commerciali aggressive

Le pratiche commerciali sono sempre considerate aggressive se l’imprenditore

a) dà l’impressione che il consumatore non può lasciare la sede o il luogo in cui il prodotto è offerto o venduto senza la conclusione di un contratto;

(b) visitare personalmente il consumatore nel suo luogo di residenza, sebbene gli sia stato chiesto dal consumatore di lasciare la sua abitazione e di non rientrare, salvo il recupero degli obblighi contrattuali dovuti in modo coerente con la legge applicabile;

(c) ripetutamente effettuare offerte non richieste da parte del consumatore per telefono, fax, e-mail o altri mezzi di trasmissione a distanza, ad eccezione del recupero dei dovuti obblighi contrattuali in modo coerente con la legge applicabile; ciò non pregiudica le disposizioni della sezione 2 (1) (a). e) della legge n. 40/1995 Coll., come modificata, e le disposizioni pertinenti della legge n. 480/2004 Coll. e legge n. 101/2000 Coll.

(d) chiedere al consumatore, nell’esercizio del diritto derivante dal contratto di assicurazione, di produrre documenti che non possono essere considerati giustificati nella valutazione della legittimità del credito o che non rispondono alla corrispondenza al fine di dissuadere i consumatori dall’esercitare i propri diritti contrattuali;

(e) attraverso la pubblicità, incoraggia direttamente i bambini ad acquistare i prodotti o servizi offerti o a convincerli a comprarli;

(f) richiedere al consumatore di effettuare un pagamento immediato o differito dei beni o dei servizi che gli sono stati forniti, anche se il consumatore non li ha ordinati o richiede la restituzione o la conservazione di prodotti non richiesti, a meno che la fornitura non sia conforme a un contratto precedentemente concluso;

(g) dichiara che se il consumatore non acquista il prodotto o il servizio, mette a repentaglio la sua attività, il suo lavoro o la sua esistenza;

(h) creare un’impressione fuorviante che il consumatore ha vinto o vincerà se agisce in un determinato modo, anche se in realtà non esiste alcuna vittoria o vantaggio o il consumatore deve spendere soldi o altre spese per vincere il premio o il beneficio “.

Art. II

Fornitura transitoria

I procedimenti avviati prima della data di entrata in vigore della presente legge devono essere completati conformemente alla legge n. 634/1992 Racc., Sulla tutela dei consumatori, nella formulazione valida fino alla data in cui la presente legge entra in vigore.

PARTE SECONDA

Modifica della legge sulla regolamentazione della pubblicità

Art. III

Legge n. 40/1995 Coll., Sulla regolamentazione della pubblicità e sugli emendamenti alla legge n. 468/1991 Coll., Sull’operazione di radiodiffusione televisiva e radiofonica, come modificata, modificata dalla legge n. 258/2000 Coll. , Legge n. 256/2001 Coll., Legge n. 138/2002 Coll., Legge n. 320/2002 Coll., Legge n. 132/2003 Coll., Legge n. 217/2004 Coll. , Legge n. 326/2004 Coll., Legge n. 480/2004 Coll., Legge n. 384/2005 Coll., Legge n. 444/2005 Coll., Legge n. 25/2006 Coll., Legge n. 109/2007 Sb. e legge n. 160/2007 Coll., è modificata come segue:

1. Nella sezione 1, paragrafo 1, compresa la nota 1, si legge:

 (1) La presente legge comprende le disposizioni pertinenti delle Comunità europee ( 1) che disciplinano la regolamentazione della pubblicità che è una pratica commerciale sleale, la pubblicità comparativa, la pubblicità del tabacco, i medicinali per uso umano, i medicinali veterinari, i prodotti alimentari e gli alimenti per lattanti e gli alimenti di proseguimento. e regola i requisiti generali per la pubblicità e la sua diffusione, comprese le sanzioni per la violazione degli obblighi previsti dalla presente legge e la designazione delle autorità di vigilanza, e regola la pubblicità di bevande alcoliche, prodotti fitosanitari, armi da fuoco e munizioni e attività funerarie.

1 ) Direttiva 84/450 / CEE del Consiglio, del 10 settembre 1984, concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri in materia di pubblicità ingannevole, modificata dalla direttiva 97/55 / ​​CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 ottobre 1997, che modifica Direttiva 84/450 / CEE sulla pubblicità ingannevole per includere la pubblicità comparativa. 
Direttiva 2005/29 / CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 maggio 2006, relativa alle pratiche commerciali sleali tra imprese e consumatori nel mercato interno e che modifica la direttiva 84/450 / CEE del Consiglio, direttive del Parlamento europeo e del Consiglio 97/7 / CE e 2002/65 / CE e regolamento (CE) n. 2006/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio (direttiva sulle pratiche commerciali sleali) (Testo rilevante ai fini del SEE).
Art. 7, 8 e 9 della direttiva 91/321 / CEE della Commissione, del 14 maggio 1991, sugli alimenti per lattanti e alimenti di proseguimento, modificata dalla direttiva 1999/50 / CE della Commissione, del 25 maggio 1999, che modifica la direttiva 91/321 / CEE sugli alimenti per lattanti e alimenti di proseguimento (Testo rilevante ai fini del SEE), direttiva 2003/14 / CE della Commissione, del 10 febbraio 2003, che modifica la direttiva 91/321 / CEE sugli alimenti per lattanti e alimenti di proseguimento (Testo rilevante ai fini del SEE) e la direttiva 96/4 / CE che modifica la direttiva 91/321 / CEE.
Art. 2 della direttiva 2000/13 / CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 marzo 2000, relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti l’etichettatura, la presentazione e la pubblicità dei prodotti alimentari, modificata dalla direttiva 2001/101 / CE della Commissione, del 26 novembre 2001 che modifica la direttiva 2000/13 / CE del Parlamento europeo e del Consiglio per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative all’etichettatura, presentazione e pubblicità dei prodotti alimentari e direttiva 2002/67 / CE della Commissione, del 18 luglio 2002, relativa all’etichettatura dei prodotti alimentari contenenti chinino e alimenti contenenti caffeina (Testo rilevante ai fini del SEE).
Art. 2, 3, 4, 5 e 10 della direttiva 2003/33 / CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 maggio 2003, per il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri relative alla pubblicità e alla sponsorizzazione dei prodotti del tabacco (Testo rilevante ai fini del SEE) SEE).
Art. 86, 89, 90, 91, 94, 95 e 96 della direttiva 2001/83 / CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 novembre 2001, recante un codice comunitario relativo ai medicinali per uso umano, modificato dalla direttiva 2002/98 / CE del Parlamento europeo e del Consiglio 27 gennaio 2003, che stabilisce norme di qualità e di sicurezza per la raccolta, l’analisi, la lavorazione, la conservazione e la distribuzione dei componenti del sangue umano e che modifica la direttiva 2001/83 / CE e la direttiva 2003/63 / CE della Commissione, del 25 giugno 2003 che modifica la direttiva 2001/83 / CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa al codice comunitario relativo ai medicinali per uso umano (Testo rilevante ai fini del SEE) e articoli 64 e 100 della direttiva 2004/27 / CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004 che modifica la direttiva 2001/83 / CE del Consiglio recante un codice comunitario relativo ai medicinali per uso umano (Testo rilevante ai fini del SEE). \ t
Art. 85 Direttiva 2001/82 / CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 novembre 2001, recante un codice comunitario relativo ai medicinali veterinari, modificata dalla direttiva 2004/28 / CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, che modifica la direttiva 2001 Sul codice comunitario relativo ai medicinali veterinari (Testo rilevante ai fini del SEE). 
Art. 6 della direttiva 89/398 / CEE del Consiglio per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai prodotti alimentari destinati ad un’alimentazione particolare. 
Art. Articolo 9, paragrafo 2, lettera a) c) Direttiva 80/77 / CEE del Consiglio, del 5 luglio 1980, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative allo sfruttamento e alla commercializzazione delle acque minerali naturali.
Art. 69, 94, paragrafo 2 e 100 della direttiva 2004/27 / CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, che modifica la direttiva 2001/83 / CE relativa al codice comunitario relativo ai medicinali per uso umano (Testo rilevante ai fini del SEE) ). “.

2. Nella sezione 2 (1) (c), inclusa la nota 5, si legge quanto segue:

 c) pubblicità, che è una pratica commerciale sleale soggetta a una regolamentazione giuridica speciale 5) ,

5 ) Legge n. 634/1992 Coll., Sulla tutela dei consumatori, come modificata. “.

3. La sezione 2b, compresi il titolo e la nota 9, è cancellata.

4. Nella sezione 5b (7), terza frase, le parole “e il problema” sono cancellate.

5. Nella sezione 5 quinquies è inserito un nuovo paragrafo 1 che include la nota 21a:

 (1) Indicazioni nutrizionali o sulla salute possono essere fornite nella pubblicità di prodotti alimentari alle condizioni della legge comunitaria 21a direttamente applicabile ) .

I paragrafi da 1 a 3 diventano paragrafi da 2 a 4.

(21 bis ) Regolamento (CE) n. 1924/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio. “.

6. Nella sezione 7a (1), prima frase, i termini “12 mesi” sono sostituiti da “5 anni”.

7. Nella Sezione 7b, i paragrafi 1 e 2 sono redatti come segue:

 (1) Nel valutare se la pubblicità è una pratica commerciale sleale 5) , l’autorità di vigilanza deve procedere in conformità con un regolamento giuridico speciale 5) .

(2) Nel valutare se si tratti di una pubblicità comparativa non autorizzata o di una pubblicità che è una pratica commerciale sleale, l’autorità di vigilanza ha il diritto di richiedere all’inserzionista di fornire la prova della correttezza delle affermazioni fattuali nella pubblicità, se tale requisito è proporzionato alle circostanze gli interessi legittimi dell’inserzionista o altra persona. “.

8. Nella sezione 7c, paragrafo 1, la seconda e la terza frase sono sostituite dalle parole “Può anche vietare la pubblicità comparativa o la pubblicità inammissibile che è una pratica commerciale sleale come un’infrazione ai sensi della normativa comunitaria direttamente applicabile 33 bis . ) L’autorità di controllo è autorizzata a sospendere l’apertura di persone non autorizzate pubblicità comparativa o pubblicità che è una pratica commerciale scorretta 5) . “.

9. Alla Sezione 7c (2), la seconda frase è sostituita da “L’autorità di vigilanza è autorizzata a ordinare all’inserzionista o al responsabile della pubblicità entro un periodo di tempo specificato di pubblicare una dichiarazione correttiva su una pubblicità che è stata giudicata una decisione definitiva che non consente la pubblicità comparativa o l’attività sleale nello stesso mezzo di comunicazione a cui è stata diffusa tale pubblicità “.

10. Nel § 8 capoverso 1 lett. (b) le parole “o (f)” devono essere inserite dopo “(a)”.

11. Nella sezione 8 (1) la parola “o” è cancellata alla fine della lettera j).

12. Nella Sezione 8, alla fine del paragrafo 1, un punto è sostituito da una virgola e le lettere da 1) a n) sono aggiunte, che leggono:

“( l) diffonde, tramite mezzi di comunicazione, la pubblicità di medicinali per uso umano rivolta ai professionisti, in violazione dell’articolo 5 ter, paragrafo 1 , senza l’uso di tali fondi solo per i professionisti interessati dalla pubblicità di medicinali per uso umano;

m) violi il divieto di offrire, promettere o fornire regali o altri benefici ai sensi della Sezione 5b (4);

n) non rispetta l’obbligo previsto per la distribuzione della pubblicità degli alimenti per lattanti a norma dell’articolo 5 sexies, paragrafo 1. “.

13. Nel § 8 par. a) dopo “(a)” sono inserite le parole “o (b)”.

14. Nel § 8 par. (b) le parole “§ 2b” saranno sostituite da “§”.

15. All’articolo 8, paragrafo 2, la parola “o” è aggiunta alla fine della lettera c).

16. Nella sezione 8 (2), la lettera (d) è cancellata.

La lettera (e) esistente è rinumerata (d).

17. Nella sezione 8, il paragrafo 4 va letto:

 (4) Una multa fino a CZK 500.000 può essere imposta per un illecito ai sensi del paragrafo 1 (a) e del paragrafo 2 (d), una multa fino a CZK 100.000 per un reato ai sensi del paragrafo 1, 1 (b) a (j), (l), (n) e (2) (a) a (c), un’ammenda fino a CZK 2 000 000 e una multa fino a CZK 5 000 000 per un reato ai sensi del paragrafo 1 (k). paragrafi da 1 a 3, una sanzione pecuniaria fino a 5.000 CZK può essere imposta nel procedimento a blocco. “.

18. Nel § 8a par. (b) le parole “o (f)” devono essere inserite dopo “(a)”.

19. Nella sezione 8a (1) (a) (m) le parole “paragrafo 2 o 3” sono cancellate.

20. Nella Sezione 8a (1), la parola “o” è cancellata alla fine della lettera p).

21. Nella Sezione 8a (1), alla fine della lettera (q), il punto completo è sostituito dalla parola “,” o “e” (r) è aggiunto a leggere:

“( r) diffondere pubblicità che è una pratica commerciale sleale”.

22. Nel § 8a par. (d) il termine “fuorviante” è sostituito da “pratica commerciale sleale”.

23. Nel § 8a par. (g) le parole “§ 2b” saranno sostituite da “§”.

24. Nella sezione 8a (3) (a) (d) il termine “fuorviante” è sostituito da “pratica commerciale sleale”.

25. Nel § 8a par. (f) le parole “§ 2b” saranno sostituite da “§”.

26. Nella sezione 8a (5), le parole “o r” sono aggiunte alla fine del testo della lettera c).

27. Nella sezione 8a (6), alla fine della lettera c), la virgola è sostituita dalle parole “o d).”.

28. Nella sezione 8a (6), la lettera (d) è cancellata.

29. Nella sezione 8a (7), alla fine della lettera b), la virgola è sostituita dalle parole “o d).”.

30. Nella sezione 8a (7), la lettera c) è soppressa.

31. Nella sezione 8b (3), le parole “fino a 1 anno” sono sostituite da “fino a 2 anni” e le parole “fino a 3 anni” sono sostituite da “fino a 5 anni”.

32. La sezione 8c, incluso il riferimento alle note a piè di pagina 36 e 37, recita come segue: \ t

Ҥ 8c

(1) La decisione dell’autorità di vigilanza di cui al § 7 par. (b), (c), (d), (e), (f) e (g) emessi ai sensi degli articoli 7c, 7d, 8 e 8a possono essere depositati entro 15 giorni dalla data di notifica della decisione di ricorso 36) . Il ricorso è presentato all’autorità amministrativa che ha emesso la decisione impugnata.

(2) La decisione dell’autorità di vigilanza di cui al § 7 par. a) non può essere presentato un ricorso ai sensi degli articoli 7 quater, 7 quinquies, 8 e 8 bis. Presentare un’azione amministrativa 37) contro la decisione dell’autorità di vigilanza di cui al § 7 par. (a) imporre un’ammenda per un reato amministrativo ha un effetto sospensivo.

36 ) Sezione 81 e segg. della legge n. 500/2004 Coll., codice di procedura amministrativa, come modificato.

37 ) Legge n. 150/2002 Coll., Codice di procedura amministrativa, come modificata. “.

PARTE TERZAANNULLATA

Art. IVabolito

PARTE QUARTA

Modifica della legge sull’ispezione commerciale ceca

Art. il

Nella sezione 3 della legge n. 64/1986 Coll., Sull’ispezione commerciale ceca, come modificata dalla legge n. 240/1992 Coll., Legge n. 110/1997 Coll., Legge n. 145/2000 Coll. e legge n. 160/2007 Racc., i termini “ai punti 2, 3, 5, 6, 7, 8, 10, 11 e 14 dell’allegato al presente regolamento” sono sostituiti dai termini “ai punti 2, 3, 5, 6, 7, 8, 10, 11, 14 e 16 dell’allegato del presente regolamento “.

PARTE QUINTA

Modifica della legge sulla verifica di armi da fuoco, munizioni e articoli pirotecnici

Art. VI

Legge n. 156/2000 Coll., Sulla verifica di armi da fuoco, munizioni e articoli pirotecnici e che modifica la legge n. 288/1995 Coll., Sulle armi da fuoco e munizioni (legge sulle armi da fuoco), modificata dalla legge n. 13/1998 Coll. e Legge n. 368/1992 Racc., sulle spese amministrative, come modificata, modificata dalla legge n. 119/2002 Coll., legge n. 309/2002 Coll., legge n. 227/2003 Coll. e legge n. 444/2005 Coll., è modificata come segue:

1. Nella sezione 17 (3), alla fine della lettera g), il punto è sostituito da una virgola e viene aggiunta la lettera h) che, inclusa la nota 19d, recita:

 h) effettua la sorveglianza in caso di cooperazione transfrontaliera e procede conformemente alla pertinente regolamentazione della Comunità europea ( 19 quinquies) nel campo di applicazione della legislazione specifica che riflette la direttiva di cui al punto 16 dell’allegato al presente regolamento.

(19 quinquies ) Regolamento (CE) n. 2006/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dell’applicazione della normativa in materia di tutela dei consumatori (regolamento sulla cooperazione per la tutela dei consumatori). “.

2. Nella sezione 17 (5), alla fine della lettera (d), il punto è sostituito da una virgola e viene aggiunta la seguente lettera (e), che, incluse le note 19e e 19f, recita:

 e) in caso di infrazione accertata 19 sexies) commessa dalla persona ispezionata nel territorio delle Comunità europee o in un altro Stato che costituisce la zona economica europea e che nuoce o possa ledere l’interesse comune dei consumatori 19f) , vieta tale decisione per decisione.

19e ) art. 3 (a) (b) Regolamento (CE) n. 2006/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dell’applicazione della normativa in materia di tutela dei consumatori (regolamento sulla cooperazione per la tutela dei consumatori).

19 septies ) art. 3 (a) k) regolamento (CE) n. 2006/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio sulla cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dell’applicazione della normativa in materia di tutela dei consumatori (regolamento sulla cooperazione per la tutela dei consumatori). “.

PARTE SESTA

Modifica della legge sulla Banca nazionale ceca

Art. VII

Nella sezione 44a (1) della legge n. 6/1993 Coll., Sulla Banca nazionale ceca, modificata dalla legge n. 160/2007 Coll., Le parole “e l’osservanza dell’obbligo di vietare l’uso di pratiche commerciali sleali” sono inserite dopo le parole “a distanza”. 9k) “.

La nota 9k recita:

 9k ) Sezioni da 4 a 5a, sezioni 6 e 12 della legge n. 634/1992 Coll., Sulla tutela dei consumatori, modificata dalla legge n. 36/2008 Coll.”.


PARTE SETTIMA

EFFICIENZA

Art. VIII

La presente legge entrerà in vigore il giorno della sua promulgazione.


Vlček vr

Klaus vr

Topolánek vr