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Skreta Karel
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Skreta Karel, il primo pittore barocco boemo, fondatore della pittura barocca boema

Skreta Karel 1

la data di nascita precisa non è conosciuta, molto probabilmente si tratta del 1604 o del 1610

morto il 30 luglio 1674 a Praga, sepolto il 1° agosto 1674 nella chiesa di San Gallo nella Città Vecchia di Praga

 

È certo che il pittore nacque nella casa Al Cervo Nero, in via Týnská, nella Città Vecchia di Praga. Proveniva da una famiglia nobile, suo padre era Konrád Škréta Šotnovský di Závořice, un funzionario della camera boema reale.

La famiglia Škréta era di religione evangelica, perciò, dopo la battaglia sulla Montagna Bianca, fu costretta a sottomettersi alle persecuzioni e alla ricattolizzazione. Nel 1628, Škréta, assieme alla madre e ai fratelli (il padre era morto nel 1613), andò a Freiberg, in Sassonia. Nel 1630, andò in Italia per studiare arte e visitò Venezia, Bologna, Firenze e Roma. Durante il suo soggiorno italiano, studiò le opere di Giorgione, Tiziano, Tintoretto e Veronese. A Bologna rimase colpito soprattutto da Guido Reni e da Carracci. Poi seguirono Firenze e Roma, dove studiò le opere di Raffaello e Caravaggio.

In questo periodo si convertì al Cattolicesimo, così potè tornare in patria. All’inizio del 1638 era già a Praga e dal quel momento cominciò la sua battaglia per riottenere i beni di famiglia che erano stati parzialmente confiscati.

Prima di tutto gli venne restituita la casa “Agli Hájek”, in piazza Ovocný trh, che era stata lasciata in eredità alla sua famiglia dalla figlia di Tadeáš di Hájek, Zuzana Strassbergerová (la zia di Škréta). Il pittore si insediò in questa casa e vi allestì un atelier ed un’officina. Era un pittore molto ricercato, la sua officina era una delle più grandi di Praga e dava lavoro ad un gran numero di apprendisti.

Nel 1645 si sposò con Veronika Grönbergerová.

 

 

La prima delle sue opere più importanti di Praga è il ciclo di quadri di San Venceslao, realizzati per il monastero agostiniano in via Na Zderaze (circa 1641 – 1643). Dei 32 quadri, dipinti in gran parte da Škréta, se ne sono conservati solo 8. Il più prezioso di essi, la Nascita di San Venceslao, si trova nella Galleria Nazionale, un altro si trova nella pinacoteca del castello di Mělník e un altro ancora (San Venceslao fa demolire gli idoli pagani e fa costruire le chiese cristiane) si trova a Olomouc. Poi segue la grande pala d’altare dell’Assunzione della Vergine Maria, che si trova nella chiesa di San Tommaso a Praga.

Il capolavoro con il quale Škréta aspirava ad entrare nella confraternita dei pittori è l’Assunzione della Vergine Maria, realizzato per l’altare maggiore della cattedrale di Týn in piazza della Città Vecchia.

In seguito realizzò altre opere monumentali (La difesa di Malta dai Turchi nel 1565, il Ciclo della Passione che si trova nella chiesa di San Nicola nella Città Piccola e altre pale d’altare per le chiese di Praga, Plasy, Křešice e Chotíkov).

Tra le sue opere ricordiamo inoltre: San Carlo Borromeo visita i malati di peste, L’arrivo di Giacobbe da Laban, La Santa Famiglia con Santa Barbara e Santa Caterina, L’Arcangelo Raffaele con il piccolo Tobia, la pala d’altare I Cavalieri di Malta pregano durante la battaglia di Lepanto, che si trova nella cattedrale della Vergine Maria sotto la catena, San Martino divide il mantello con un mendicante (in origine si trovava nella chiesa di san Martino dentro le mura, oggi si trova nella Galleria Nazionale), la pala dell’altare maggiore “La lapidazione di Santo Stefano”, nella cattedrale di Santo Stefano a Litoměřice.

 

Una parte importante delle sue opere d’arte è costituita anche da ritratti di nobili, personaggi della Chiesa e borghesi.

Della lunga serie di ritratti bisogna citare il Ritratto di uomo dai lunghi capelli biondi, il Ritratto di Marie Maxmiliána di Šternberk, il Ritratto di I. J. Vitanovský di Vlčkovice ed il doppio ritratto allegorico di Maria Diana da Gazoldo e di Humprecht Jan Černín nei personaggi di Didone ed Enea. Altrettanto importante è il ritratto di gruppo del tagliatore di pietre preziose Dionysio Miseroni e della sua famiglia (olio su tela del 1653). Tutte queste opere sono veri gioielli artistici.