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Expo e Repubblica Ceca

Expo, la Repubblica Ceca in volata: “Ad aprile i test, saremo i primi”

Praga opziona anche il calendario: il 15 maggio la giornata nazionale. Il palazzo nell’ala ovest, già ribattezzato “l’ingresso della birra”

PALAZZO Il padiglione della Cechia a Rho-Pero è quasi terminato Gli operai ora lavorano agli allestimenti interni Ad aprile i collaudi (
Milano, 11 marzo 2015 – L’obiettivo è di alzare il sipario il primo aprile. Non è un debutto vero e proprio quello a cui puntano i tecnici del padiglione della Repubblica Ceca a Expo, ma una prova generale. Un mese per collaudare gli impianti, simulare l’arrivo dei ventimila visitatori attesi ogni giorno e procedere alle finiture, prima del taglio del nastro ufficiale del primo maggio. Il commissario generale, Jiri Frantisek Potuznik, la definisce una «soft opening». «Stiamo lavorando sul terrazzo e i lati superiori, aprire il primo aprile è la nostra ambizione», spiega. Detto in altre parole, Praga vuole mantenersi nella parte alta della classifica dei 147 Paesi ospiti dell’Esposizione universale di Milano anche negli ultimi cinquanta giorni all’inaugurazione. Insieme ai vicini di casa di Bahrain e Angola, la Repubblica Ceca ha concluso la costruzione del proprio padiglione ed è passata alla fase due, gli allestimenti interni. C’è poco più di un mese e mezzo per chiudere il cantiere, anche se il commissario Potuznik punta ad avvicinarsi quanto più possibile all’aspetto finale del padiglione entro il 27 marzo, giorno in cui il ministro degli Esteri del governo ceco, Lubomír Zaorálek, farà un sopralluogo sul sito di Rho-Pero.

Per restare nel club dei Paesi più avanti con l’organizzazione, inoltre, la Repubblica Ceca ha opzionato il primo giorno disponibile sul calendario di Expo per organizzare un grande evento: venerdì 15 maggio Praga celebrerà la propria giornata nazionale, con giochi d’acqua ispirati al tema del padiglione, «Il laboratorio della vita». Il Paese spenderà circa otto milioni di euro per l’Esposizione universale di Milano, di cui la metà arriva dalle casse pubbliche. Il resto è a carico di sponsor privati. In prima fila c’è Koma, l’impresa edile che ha costruito il palazzo e che, a differenza degli altri padiglioni, ne è anche la proprietaria, concedendo gli spazi in affitto al governo ceco. Alla società spetta perciò anche la decisione sulla seconda vita della palazzina di 1.300 metri quadri a fine evento. «Abbiamo ricevuto già richieste, oltre che dalla Repubblica Ceca, dalla Slovacchia e dall’Italia, la decisione arriverà verso luglio», precisa il commissario generale, che aggiunge: «Il padiglione si smonta in due settimane».

Della scuderia degli sponsor fa parte anche la birra Pilsner Urquell, che si occuperà di rifornire di “bionde” i bar del padiglione attraverso un collegamento diretto con lo stabilimento della madrepatria. Centomila euro i fondi disposti dalla società per mettere un piede dentro il recito di Expo, in quello che si configura come l’ingresso della birra, visto che nell’ala ovest, dove arriverà il 70% dei 20 milioni attesi, si concentrano gli spazi di Cechia, Irlanda e Belgio, tra i principali produttori.

Cosa si vedrà nel padiglione ceco? Praga scommette sui brevetti dei propri scienziati. A cominciare dalle nanotecnologie applicate alla bonifica dell’acqua. «Saranno presentati i progressi nella decodifica del dna delle piante, come quello del grano – aggiunge il commissario – e la ricerca in farmaci che fungano da surrogato degli antibiotici». Uno spazio sarà dedicato alla zoo di Praga, dove sono state salvate specie di gorilla e cavalli in via d’estinzione, rimessi poi in libertà nelle loro terre d’origine.

luca.zorloni@ilgiorno.net